di Romina Maurizi
Roma, 14 maggio - Per ridurre il numero di incidenti da gas combustibile bisogna "completare il quadro legislativo in materia di sicurezza", ma anche responsabilizzare i clienti finali. Ma sicurezza gas non è solo post-contatore e sull'affidabilità della rete ci sono "ancora ampi spazi di miglioramento". Soluzioni innovative potranno arrivare anche con la telegestione. A dirlo è il direttore Consumatori e Qualità del Servizio dell'Autorità per l'Energia, Alberto Grossi, che in questa intervista a QE affronta i principali temi che saranno al centro del Forum Italiano Sicurezza Gas, promosso dal Cig in collaborazione con il Gruppo Italia Energia, in programma il 9 e 10 giugno a Milano (www.forumitalianosicurezzagas.it).
D. Quando si parla di utilizzo in sicurezza del gas, l'attenzione è concentrata soprattutto sul post-contatore perché la maggior parte degli incidenti si verifica in quest'ambito. Incidenti che anche nel 2009, secondo le prime anticipazioni, mostrano un lieve peggioramento (QE 26/4). Cosa si può fare ancora per invertire la tendenza?
R. "L'analisi dei dati forniti dal Cig evidenzia un lieve peggioramento per incidenti che hanno interessato prevalentemente gli impianti di utenza alimentati da Gpl in bombole. In generale, per invertire la tendenza e quindi ridurre in modo significativo il numero di incidenti mortali, occorre da una parte completare il quadro legislativo in tema di sicurezza, introducendo controlli obbligatori in campo anche a campione sugli impianti di utenza, e, dall'altra, promuovere la diffusione della conoscenza delle norme di sicurezza presso i clienti finali. Infatti, molto spesso, sono proprio i clienti che non prestando adeguata attenzione alla manutenzione e controllo degli impianti e delle apparecchiature di utilizzo del gas aumentano il rischio di accadimento degli incidenti. Infine, considerato che nell'ultimo anno termico 2008-2009, pur diminuendo rispetto agli anni precedenti, sono stati ancora 8.750 gli accertamenti documentali negativi che hanno impedito l'attivazione della fornitura del gas, occorre proseguire con determinazione con l'aggiornamento costante degli installatori; l'obiettivo non può che essere quello di giungere all'azzeramento degli accertamenti negativi ossia alla progettazione e realizzazione degli impianti di utenza a gas nuovi in piena conformità con la normativa tecnica vigente".
D. L'Autorità ha messo in campo alcune iniziative per il miglioramento dell'affidabilità delle rete di distribuzione: è il caso, ad esempio, della campagna di sensibilizzazione e controlli sul servizio di pronto intervento gas. Qual è il bilancio delle verifiche fin qui effettuate?
R. "La sicurezza nell'uso del gas è il risultato del rispetto della legislazione e normativa tecnica in tema di sicurezza di tutta la filiera del gas, ed in particolare delle azioni messe in atto anche dal distributore soprattutto, ma non solo, in tema di adeguata odorizzazione del gas e di un servizio di pronto intervento gas in grado di intervenire tempestivamente in caso di segnalazione di una situazione di pericolo. Le direttive emanate dall'Autorità in tema di sicurezza hanno comportato tra l'altro un significativo aumento dei controlli del grado di odorizzazione del gas da parte dei distributori, controlli che nel 2009 sono stati oltre 40.000. Ma l'Autorità ha dato nuovo impulso al rafforzamento di tali attività rilevanti per la sicurezza anche mediante l'effettuazione di controlli in campo, con l'ausilio della Guardia di Finanza e della Stazione Sperimentale per i Combustibili, sia per la verifica della qualità del gas distribuito (PCS, odorizzazione e pressione di fornitura) sia per la verifica del servizio di pronto intervento; nel corso del 2009, con le deliberazioni Vis 142/09 e Vis 143/09, l'Autorità ha avviato cinque istruttorie formali nei confronti di altrettante imprese distributrici di gas per violazione degli obblighi in materia di pronto intervento gas. Pertanto, anche se il bilancio è complessivamente positivo, esistono ancora ampi spazi di miglioramento a favore della sicurezza".
D. Va nella stessa direzione anche la disciplina incentivante per la messa in sicurezza delle reti (delibere Arg/gas 120/08 e Arg/gas 199/09). Come stanno rispondendo gli operatori?
R. "L'introduzione di un sistema di incentivi e penalità rispetto al superamento o meno dei livelli tendenziali di sicurezza definiti dall'Autorità per effetto della delibera ARG/gas 120/08, che verrà esteso a tutti i distributori dal 2012, va nella direzione di un significativo incremento della sicurezza intesa soprattutto come riduzione delle dispersioni di gas e come aumento del numero di controlli del grado di odorizzazione. Significativi effetti si attendono anche dalle misure introdotte per incentivare l'installazione di sistemi di telecontrollo della protezione catodica e dei sistemi di telecontrollo dei gruppi di riduzione finale. Anche se una misura dell'efficacia di queste disposizioni sarà possibile solo nei prossimi anni, si ritiene che ciò non possa che favorire il maggiore impegno dei distributori a favore della sicurezza. È del resto prevedibile che già nel corso del 2011 inizi il processo di revisione della delibera ARG/gas 120/08 per il successivo periodo regolatorio con un confronto con gli operatori che potrà consentire di individuare ulteriori misure per stimolare l'aumento della sicurezza anche attraverso forme innovative di investimenti".
D. Un'ultima domanda sull'introduzione della telegestione nel settore gas (delibera Arg/gas 155/08). Quali sono le problematiche maggiori che gli operatori hanno posto all'attenzione dell'Autorità? In termini di sicurezza, che impatto avrà sui consumatori una sostituzione così massiva dei contatori?
R. "Anche la delibera ARG/gas 155/08 ha segnato una pietra miliare nella regolazione della filiera del gas: l'Autorità, dopo un ampio e prolungato confronto con tutti gli operatori ha definito un road map per arrivare entro il 2010 ed entro il 2011 rispettivamente alla messa in servizio dei misuratori teleletti per i calibri maggiore del G40 e del G16 fino ad arrivare entro il 2016 ad interessare l'80% dei misuratori di calibro inferiore o uguale al G6. Al di là del superamento in corso delle inevitabili difficoltà introdotte da una innovazione di tale portata, l'installazione di tali misuratori, superati i modesti disagi derivanti dalla sostituzione dei vecchi contatori, comporterà indubbi vantaggi per i consumatori che potranno avvantaggiarsi di letture effettive e frequenti dei propri consumi favorendo nel contempo da una parte una facilitazione per il cliente nel cambio del fornitore e, dall'altra, l'individuazione di eventuali soluzioni innovative per l'intervento a distanza nel caso di segnalazione di dispersioni di gas a valle del contatore".
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